Irina Turcanu presenta “Rigor Artis”, il 23 aprile alla libreria Lìbrati

By | 21/03/2016
Irina Turcanu

Irina Turcanu

La scrittrice romena Irina Turcanu presenta il suo libro “Rigor Artis” nel nuovo incontro del ciclo Caffè letterario multiculturale organizzato dall’associazione L’Albero dei desideri nell’ambito del progetto L’Infinito viaggiare. L’appuntamento per incontrare l’autrice è per sabato 23 aprile 2016 alle ore 18.00 presso Lìbrati, la libreria delle donne di Padova, in via San Gregorio Barbarigo 91.

Irina Turcanu è nata nel 1984, in Romania, e vive in Italia dal 2002, dove si è laureata in Filosofia presso l’Università di Milano. Collabora con quotidiani e riviste, nazionali e provinciali, come redattore e come editor presso case editrici. Ha pubblicato Alia, su un sentiero diverso; La frivolezza del Cristallo liquido; La Pipa, Mr. Ceb e l’Altra; Rigor Artis. Ha tradotto in italiano il romanzo di Cezar Paul-Badescu, Le giovinezze di Daniel Abagiu, e in romeno il romanzo di Dario Fertilio, Musica per lupi. Ha curato le antologie Ritorno a casa e Io scelgo.

Dialoga con lei Cristina Zavloschi, poetessa e scrittrice di origine romena, autrice del romanzo autobiografico “Duemila chilometri dalla libertà”, presidente dell’Associazione interculturale “L’Albero dei desideri” e ideatrice del Caffè letterario multiculturale.

Un estratto dal libro “Rigor Artis”

copertina Rigor Artis di Irina Turcanu“Un serial killer. Uno dei pochi che il paese ha partorito. E una missione personale: far rinascere l’arte attraverso la morte. La morte dei falsi idoli. Romania e Bucarest. Ceausescu, Vlad, Ioana, Roxy, Dragana. Esseri che si mescolano in una narrazione che racconta il volto di una Romania poco conosciuta. Ceausescu era un dittatore. Un dittatore che ha ricevuto un premio per i suoi meriti dalla Regina Elisabetta d’Inghilterra. Un Ceausescu che, con le sue milizie, è riuscito a catturare un serial killer in 72 ore. Un’epoca in cui i circoli culturali erano quasi una moda e infiammavano letteralmente i cuori di milioni di giovani. Si era schiavi liberi. La contraddizione resa sistema. A distanza di oltre vent’anni, le carte in tavola sono cambiate solo per il modello sul retro. Si è schiavi liberi. La contraddizione è ancora sistema. E i sexy shop si trovano incastrati accanto ai muri di una chiesa. L’arte è una povertà poco bohème. La televisione è l’unico punto di riferimento. Una Romania creata su modello europeo, alla stregua di un fratello minore che copia solo il peggio dal maggiore. Una matrioska, in verità, con effetti domino”.
(Irina Turcanu, Rigor Artis, Absolutely Free Editore)

Iniziativa patrocinata dal CIRSIM, Centro di Ricerca interdipartimentale per gli Studi Interculturali e sulle migrazioni dell’Università degli studi di Padova.

Qui l’evento su Facebook.

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