Caffè letterario multiculturale: Melita Richter presenta la sua poesia il 25 maggio

By | 06/05/2016
Melita Richter

Melita Richter

La poesia di Melita Richter è certamente espressione dell’idea di confine: la città di Trieste diventa nei suoi versi crocevia di plurime identità nonché riflesso di una conquista paziente e tenace di un’identità personale, nella mescolanza complessa e ricca di slavismo, italianità, estraneità. La poetessa sarà ospite del Caffè letterario multiculturale dell’associazione L’Albero dei desideri. L’appuntamento è a mercoledì 26 maggio 2016 alle ore 18.00 presso la Libreria Zabarella (via Zabarella 80, Padova). Dialoga con lei Paola Ellero, formatrice, esperta di comunicazione interculturale e letteratura migrante. L’iniziativa è patrocinata dal CIRSIM, Centro interdipartimentale di ricerca e servizi per gli Studi Interculturali e sulle migrazioni.

Melita Richter, nata a Zagabria, vive a Trieste. Sociologa, saggista, docente universitaria. Ha cominciato a scrivere poesia al tempo della guerra nell’ex Jugoslavia, la sua terra d’origine, colmando così il profondo senso d’impotenza nell’osservare lo sgretolarsi del suo mondo.

Ha vinto premi di poesia, tra cui il Primo premio nazionale di poesia “Belmoro”, Reggio Calabria, nel 2003. Le sue poesie sono pubblicate inantologie, libri e sulla rivista on line El Ghibli e sono state tradotte in francese, inglese, spagnolo e croato. Fa parte della Compagnia delle poete, fondata da Mia Lecomte a Roma dal 2009 e della Società italiana delle letterate.

Autrice di diverse ricerche nell’ambito della sociologia, partecipa attivamente al dibattito internazionale sulla questione balcanica, sull’integrazione europea e sulla posizione della donna nella società contemporanea. È coautrice del libro Conflittualità balcanica, integrazione europea (Editre 1993), curatrice del libro l’Altra Serbia, gli intellettuali e la guerra (Selene 1996) e, assieme a Maria Bacchi, di Le guerre cominciano a primavera. Soggetti e genere nel conflitto jugoslavo (Rubbettino 2003); ha curato il volume Percorsi interculturali. Esperienze di mediazione culturale a Trieste (Trieste, 2006). Ha curato, insieme a Lorenzo Dugulin, Sguardi e parole migranti (Trieste, 2005) e Sapori, incontri, fragranze (Trieste, 2006)
È impegnata nelle attività della Casa internazionale delle donne di Trieste dove cura con particolare interesse progetti europei e transfrontalieri.

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