“Speculum. L’altro uomo”, alla Lìbrati si ragiona dei fatti di Colonia con Ida Dominijanni e Maria Luisa Boccia

By | 21/10/2016

La libreria Lìbrati (via S. Gregorio Barbarigo 91, Padova) invita all’incontro Speculum. L’altro uomo. Otto punti sugli spettri di Colonia, sabato 22 ottobre alle ore 18.30: un dialogo a partire dall’omonimo testo, scritto da Maria Luisa Boccia e Ida Dominijanni e pubblicato nel febbraio 2016, in cui le autrici forniscono un’analisi lucida e precisa dei fatti avvenuti nella città di Colonia durante il capodanno del 2016.

Il testo “Speculum. L’altro uomo. Otto punti sugli spettri di Colonia” si può leggere sul sito di Internazionale a questo link.

Colonia

A partire da quei fatti è possibile sviluppare un discorso ed una riflessione non solo sulle stereotipate identità europea e non europea di evidente richiamo coloniale che dà forma al cosiddetto scontro di civiltà ma è possibile anche ragionare su come sessismo e razzismo non possano non andare di pari passo. Un testo interessante che ragiona sulle politiche di accoglienza, sull’informazione e sui media e sull’Europa che siamo ma che soprattutto ci auspichiamo di diventare.

L’incontro rientra nell’ambito del progetto “L’infinito viaggiare. Storie, letture e racconti della società del migrare”, sostenuto dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Padova e Rovigo nell’ambito del bando Culturalmente 2015.

«Non c’è il monopolio islamico della violenza e dell’inferiorizzazione femminile. E non c’è nemmeno il monopolio occidentale e democratico della libertà femminile» affermano le autrici.

«Ci dissociamo perciò nettamente dal coro noir che ha accompagnato sui mezzi d’informazione italiani ed europei i fatti di Colonia. La voce delle donne, quando la si ascolta e non la si mette a tacere, racconta una realtà ben più articolata di quella di una regressione generalizzata al patriarcato tribale degli uomini ambrati e barbuti che dal Medio Oriente allunga la sua ombra minacciosa sulle donne europee. La diagnosi andrebbe piuttosto ribaltata. C’è una generalizzata crisi del patriarcato che ovunque, a ovest e a est, a nord e a sud del mondo perde il credito femminile. Con buona pace delle fantasie alla Houellebecq, la sottomissione femminile non è più garantita né sotto le insegne dell’islam né sotto quelle cristiane o di altre religioni. E la libertà femminile non passa solo per le magnifiche sorti e progressive della democrazia laica. Nel mondo globale la legge del padre, che nella modernità ha assicurato il suo supporto simbolico agli ordinamenti politici e statuali, non fa più ordine. In questo disordine si aprono molti varchi per atti di violenza maschile nostalgici e reazionari, ma se ne aprono altrettanti per costruire pratiche di libertà femminile e reti di relazione tra donne, che tradiscono l’appartenenza a questa o quella civiltà e ai rispettivi feticci e inventano forme inedite di politica basate sullo scambio, il conflitto e la mediazione tra esperienze, storie, radici, orizzonti di senso differenti».

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *